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Les Vignes de L’Ange Vin / L’Opéra des Vins – Chahaignes (Loira)
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Fondatore della rivista indipendente di vino Le Rouge et le Blanc, che vanta oltre 25 anni di vita, e gestore, dal 1988 al 2001, del bistrot à vin parigino Restaurant L’Ange Vin, Jean-Pierre Robinot è da sempre appassionato conoscitore di vini naturali e dei vini della Loira in particolare. Nel 2001, fece ritorno nel paese natale di Chahaignes, nella Sarthe, tra Le Mans e Tours, a nord della Loira. Robinot intendeva creare il proprio vigneto e produrre vini naturali in questo terroir particolarissimo, lungo la linea settentrionale di maturazione della vite. Nell’Ottocento, il critico Curnonski diceva che, tre volte ogni secolo, il vino di questi luoghi è il più grande bianco del mondo.
Robinot ha acquistato 6,5 ettari di vigne e terreni incolti da oltre un secolo nelle appellation Coteaux du Loir e Jasnières. Le vigne sorgono su pendii molto ripidi. Il terreno è di qualità eccezionale, particolarmente nel comune di Chahaignes e si esprime al meglio con i suoli di argille rosse siliciche e calcaree. L’esposizione a sud-est è propizia alla cultura della vite.
Il suolo è arato e il diserbo chimico è bandito. I trattamenti delle viti sono effettuati senza alcun prodotto fitosanitario. Le rese sono ridotte. Le vendemmie manuali. Le uve non sono mai diraspate.
La vinificazione avviene con lieviti indigeni naturali. I vini sono affinati molto a lungo sulle fecce fini in cantine interrate, tra 10° C e 12° C, in botti di rovere che hanno tra 2 a 7 anni. La vinificazione, totalmente naturale e senza solfiti, dura tra 2 e 4 anni. Il raro impiego di solfiti può avvenire al primo travaso. I vini non sono filtrati.
Così Robinot descrive il suo lavoro: «Per produrre vino – grandi vini in particolare – bisogna rispettare la terra, le piante e cercare di comprendere i legami tra la terra, le piante e l’uomo. La vigna è magica, come una sinfonia, e ha il proprio direttore d’orchestra, capace o meno di interpretare la musica di grande complessità del territorio: la grazia, la profondità e il gusto, che è un ventaglio di colori. Produrre vino naturale è un modo di essere, un’etica, un’arte di vivere. Il vino è il riflesso della sensibilità dell’uomo. È l’immagine dell’uomo che lo produce. È un’interpretazione unica. Un’opera d’arte vivente. Non esiste un vino uguale a un altro».
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Altri vini: Les Années Folles (vino da tavola rosato effervescente) Cuvée Bistrologie (vino da tavola rosato) Sinphonie du Temps (vino da tavola bianco) Cuvée les Quatre Vents (vino da tavola bianco) Regard du Loir (vino da tavola rosso)
Nocturne (vino da tavola rosso)
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