Cave Etienne Riffault - Sury-en-Vaux (Loira)
  Il giovane vignaiolo Sébastien Riffault vinifica tre ettari di terreno nella tenuta del padre (12 ettari) Etienne Riffault, vicino a Sury-en-Vaux nell’area aoc di Sancerre. L’obiettivo è la riscoperta di un sancerre il più naturale possibile, che racconti al meglio il terroir di questo vino che ha reso celebre il sauvignon blanc nel mondo.
Le colline su cui sorgono le vigne dominano la città di Sancerre e il corso del fiume Loira. Si tratta, per lo più, di viti di circa 40 anni d’età. Il terreno è caratterizzato da una gran presenza di silice, da cui deriva il nome della tenuta: Skeveldra significa roccia in lituano, la lingua della moglie di Sébastien Riffault.
L’esposizione dei vigneti è sud-sud-ovest, su un terreno con una pendenza del 20-25%. Il suolo è arato con il cavallo, in modo da non soffocare il terreno e da non reprimere l’attività microbica che porta vita al terroir. Non si utilizzano fertilizzanti, né concimi chimici. Sono banditi acaricidi, insetticidi e l’intervento umano è il più limitato possibile. Alcune piante ed erbe selvatiche sono lasciate crescere tra i filari, per mantenere la biodiversità del territorio. Le rese sono molto limitate. La vendemmia, manuale, è praticata il più tardi possibile, quando i piccoli grappoli presentano sfumature color arancione, quasi viola.
Da giugno 2007, le vigne di Sébastien sono certificate in conversione biologica. La vendemmia 2010 sarà quindi ufficialmente bio.

In cantina, non si utilizzano enzimi, non si corregge l’acidità, non si aggiungono solfiti e i vini non sono chiarificati né filtrati. In generale, si cerca di limitare gli interventi, affinché la vinificazione e l’affinamento siano i più naturali possibili.
Una lunga maturazione in botti e l’imbottigliamento con il bel tempo e con luna calante permettono di offrire vini – rossi e bianchi – corposi, ricchi e molto intriganti. Bianchi di Sancerre molto diversi dallo stereotipo stilizzato imposto dal sauvignon dal gusto di peperone verde, foglia di pomodoro e pietra focaia...
 
 

Sancerre blanc “Skeveldra” (aoc)

Vitigno: Sauvignon blanc 100%.
Vigneto: Skeveldra, Sury-en-Vaux, Loira – 1 ettaro – circa 40 anni d’età.
Potatura e resa media per pianta : Potatura a guyot semplice. Resa media: 25 ettolitri/ettaro.
Densità d’impianto : 7.000 piante/ettaro.
Suolo e sottosuolo : Argilloso calcareo, con sottosuolo calcareo. Terreno caratterizzato da una gran presenza di silice.
Vinificazione: Vendemmia manuale. Pressatura pneumatica. Nessun uso di enzimi. Nessuna correzione dell’acidità. Nessuna aggiunta di solfiti. Nessuna chiarifica né filtrazione. Lunga maturazione in botti e imbottigliamento con il bel tempo e con luna calante.
Solfiti: zero.
Quantità media prodotta: 3.000 - 3.500 bottiglie.
Tipo di bottiglia e chiusura:borgognona con tappo in sughero.

Altri vini:
Sancerre blanc “Akméniné” (aoc)
Sancerre blanc Etienne Riffault (aoc)
 
     
copyright Sarfati 2006