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Azienda Agricola Camillo Donati- Arola (PR) |
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L’azienda agricola Camillo Donati si trova a circa 20 km a sud di Parma, sui colli di Langhirano, a 250 metri d’altitudine media, con esposizione dei vigneti a est.
Con una gestione familiare si coltivano 11 ettari di vigneti – 7 dei quali in proprietà alla Tenuta Sant’Andrea e 4 in affitto alla Tenuta Bottazza – secondo i metodi biologico (certificato dal 2001) e biodinamico. Con mezzi meccanici, si eseguono solo le lavorazioni del terreno, mentre nessuna forma di meccanizzazione è prevista per prendersi cura delle viti, si fa tutto rigorosamente a mano: dalla potatura alla cimatura, alla vendemmia. Il sistema d’impianto dei vigneti è a spalliera semplice, un solo capo a frutto (7-10 gemme) potato a guyot. Le viti, frutto di selezione clonale, sono protette unicamente con rame e zolfo.
Tra i numerosi vitigni utilizzati per lo più malvasia aromatica di Candia, sauvignon, moscato giallo, barbera e lambrusco Maestri, ma sono presenti anche piccole quantità di trebbiano, pinot bianco, merlot e cabernet franc. Tutte le uve sono vinificate in purezza e imbottigliate sotto il nome del vitigno.
I vini nascono in modo del tutto naturale: si vinificano in rosso (cioè in presenza delle bucce) tutte le uve, anche quelle bianche. Ecco spiegato il giallo particolarmente carico dei vini bianchi. Nessun controllo di fermentazione, nessuna forzatura termica, nessun ausilio della chimica (solo grammi 5 per quintale di metabisolfito di potassio in pigiatura), nessuna chiarifica, nessuna acidificazione o disacidificazione, nessun uso d’enzimi di né lieviti selezionati.
Camillo Donati spiega: «In cantina ci impegniamo per non distruggere ciò che la Natura ci ha donato, consapevoli delle nostre umane fragilità e imperfezioni. Quindi vinifichiamo le uve secondo i criteri dettati dalle nostre antiche tradizioni, nel più profondo rispetto di questo straordinario prodotto. La frizzantatura dei nostri vini avviene tramite il metodo tradizionale della rifermentazione naturale in bottiglia, che non necessita di nessun conservante chimico. Il vino così prodotto – a differenza del metodo charmat – invecchiando migliora. Tutto questo per noi non è un semplice lavoro, bensì un modus vivendi, che ci permette, ringraziando Dio, di vivere in simbiosi con la Natura, condividendo il meraviglioso ciclo annuale della vite, assaporando l’alternarsi delle stagioni».
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Malvasia dell’Emilia frizzante secco (igt)
Vitigno: malvasia aromatica di Candia
Vigneto: Tenuta Sant’Andrea e Tenuta Bottazza, Arola, 20 km a sud di Parma. Superficie: 3 ettari. Età media: da 10 a 40 anni.
Potatura e resa media per pianta : Guyot – 6-7 gemme.
Densità d’impianto :3.500-4.000 piante/ettaro.
Suolo e sottosuolo :Calcareo limoso argilloso, con pH molto elevato.
Vinificazione: Vinificazione in rosso delle uve (in presenza delle bucce), nessun controllo di fermentazione, nessuna forzatura termica, nessun ausilio della chimica, nessuna chiarifica, nessuna acidificazione o disacidificazione, nessun uso d’enzimi, né lieviti selezionati.
Solfiti: 5 grammi/quintale di metabisolfiti di potassio in pigiatura.
Quantità media prodotta: 10.000 bottiglie.
Tipo di bottiglia e chiusura: sciampagnotta con tappato a corona. |
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Altri vini:
Trebbiano dell’Emilia frizzante (igt) Sauvignon dell’Emilia frizzante (igt)
Barbera dell’Emilia frizzante (igt) |
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| copyright Sarfati 2006 |
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