André Beaufort - Ambonnay
 

Champagne André Beaufort
(élaboré par Jacques Beaufort)

chamòagne beaufortIl personalissimo percorso di Jacques Beaufort inizia nel 1969, quando ancora lavora con suo padre André. Un anno e mezzo dopo i sintomi di una pesante allergia ai prodotti agricoli di sintesi, decide di passare all’agricoltura biologica. Da allora, i suoi sei ettari e mezzo di vigneto non ricevono alcun trattamento chimico, ma solo composti naturali fatti “in casa”, per preservare la vita biologica del terreno.

I vigneti del domaine sono collocati su due Comuni differenti e complementari, espressioni di diverse anime della Champagne. Una parte si trova ad Ambonnay, celebre comune della Montagne de Reims classificato Grand Cru; l’altra parte a Polisy, nella Côte des Bars, dipartimento dell’Aube, 130 km più a sud. Due timbri differenti: il nerbo di Polisy e la straordinaria fisicità di Ambonnay, in assoluto tra i villaggi più quotati della regione, dominato dal sottosuolo profondamente gessoso e dalla sovranità assoluta del pinot noir.
I viticoltori vicini si lamentano perché Beaufort non sopprime insetti considerati dannosi ma mantiene semplicemente l’equilibrio vitale delle sue vigne. Inoltre, per limitare l’impatto ambientale dei fungicidi tollerati in agricoltura biologica (rame e zolfo), sperimenta da diversi anni l’omeopatia e l’aromaterapia, utilizzando soluzioni di piante e oli essenziali di produzione propria.
Gli scettici sono costretti a inchinarsi, poiché i vini Beaufort ricevono regolarmente elogi dai cronisti delle più importanti riviste e guide specializzate: Cuisine et Vins de France, Vins magazine, Vintage international, l’Echo des sommeliers, Gilbert et Gaillard, Gault et Millau, Hachette... La celebre Revue des Vins de France definisce la sua produzione «la più meravigliosa scoperta degli ultimi cinque anni nel mondo dei récoltants-manipulants di Champagne».

grand cru brut reserveTra vigna e cantina
La viticoltura pulita e dinamica del domaine Beaufort permette di esprimere al meglio il potenziale di grandi terroir. Nei Grand Cru di Ambonnay le viti hanno un’età media di 25/30 anni.
Ma per ottenere un grande champagne, non basta una materia prima eccellente, occorre un vero savoir faire. Ecco perché il tirage (l’inizio della presa di spuma) non avviene mai prima di marzo ma di solito addirittura a luglio o agosto. Una scelta importante per garantire la qualità dei vin clair, i vini “base” prima della rifermentazione in bottiglia.
Inoltre, l’affinamento sui lieviti del brut sans année non è mai inferiore a 18 mesi, quello della Réserve a 24, mentre i millesimati possono restare sur lattes anche molti anni. Un processo che si conclude con la sboccatura à la volée, cioè a mano, e non per folklore: «Far respirare un’ultima volta ogni bottiglia – spiega il vigneron – mi permette di perfezionare la cuvée».
polisy brut reserveIl dosage (l’aggiunta della liqueur d’expédition finale) oscilla attorno a 10 grammi/litro, mentre per gli straordinari demi sec – champagne dolci, controcorrente alle mode – arriva a 45 grammi: un’esperienza unica che seduce anche chi non ama questa tipologia.
E’ difficile descrivere gli champagne Beaufort, che «non assomigliano a nessun altro». I degustatori evocano spesso il «fruttato eccezionale» dei suoi vini, la loro «insolita densità», e apprezzano le vecchie annate «succose, sapide e vivide». Dei vini del domaine si dice anche che vantano «un corpo monumentale, una materia che chiede di essere morsicata, una finezza strabiliante».

 
     
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